Allena il tuo cervello!

L’invecchiamento è considerato un fattore di rischio per la demenza, con conseguenze sul funzionamento della persona nella vita quotidiana. Un altro fattore di rischio per la demenza è il Mild Cognitive Impairment o MCI, che consiste in una difficoltà riscontrabile in uno o più domini cognitivi, tra cui troviamo l’attenzione, la memoria, linguaggio e le funzioni esecutive. Questa condizione si differenzia dalla demenza dal momento che le difficoltà dei pazienti con MCI non compromettono in modo significativo la loro autonomia e il funzionamento quotidiano.

I fattori che sono associati al mantenimento di un buon funzionamento cognitivo e ridotto rischio di sviluppare demenza sono stati ampiamente studiati. Tra questi troviamo la pratica dell’attività fisica, una buona alimentazione e lo svolgimento di attività impegnative dal punto di vista cognitivo. Il ricercatore Lamberto Maffei e colleghi si sono chiesti se un allenamento motorio e cognitivo possa avere dei benefici sulle difficoltà cognitive che caratterizzano le persone con MCI.

I ricercatori hanno pubblicato nel 2017 il loro studio sulla rivista Scientific Reports, dal titolo “Randomized trial on the effects of a combined physical/cognitive training in aged MCI subjects: the Train the Brain study”, in cui sono descritti i metodi e i risultati dell’esperimento condotto.

Gli autori hanno coinvolto volontari di età tra i 65 e 89 anni con Mild Cognitive Impairment. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi.

Il primo gruppo, il gruppo sperimentale, è stato coinvolto in un percorso di allenamento delle funzioni cognitive e motorie, per la durata di 7 mesi, come vedremo tra poco.

Il secondo, il gruppo di controllo , non è stato sottoposto a nessun intervento inteso come allenamento cognitivo, e continuava a svolgere normalmente le attività quotidiane.

Per verificare se l’allenamento combinato sia cognitivo che motorio fosse efficace dal punto di vista cognitivo, i due gruppi, prima e dopo i 7 mesi, sono stati sottoposti ad alcune valutazioni. Era inoltre stata effettuata una misurazione dell’attività cerebrale tramite risonanza magnetica funzionale e misurata la riduzione del volume della sostanza grigia. Infine, veniva eseguita una valutazione delle funzioni cognitive.

Gli autori ipotizzavano che l’allenamento potesse ridurre il declino cognitivo tipico del MCI e avere delle conseguenze positive sull’anatomia e sul funzionamento cerebrale. La diminuzione della sostanza grigia  è associata al decorso della neurodegenerazione tipica del MCI. Una minor riduzione della sostanza grigia (preservazione delle cellule neuronali), così come anche l’aumento del flusso di sangue che arriva all’ippocampo e alle aree paraippocampali, coinvolte nel MCI, sarebbero potute essere delle conseguenze di un allenamento cognitivo e motorio efficace.

I ricercatori avevano suddiviso il gruppo sperimentale in gruppi piccoli di 7-10 persone ciascuno. Ciò è stato fatto per consentire la conduzione efficace delle attività e per promuovere le interazioni sociali tra i membri, dati i noti benefici degli aspetti sociali sulla cognizione e motivazione. Durante ogni sessione, con frequenza di 3 volte alla settimana, venivano svolte attività che promuovevano le funzioni cognitive, tra cui attenzione visiva, attenzione uditiva, memoria visiva, memoria spaziale ed abilità di logica. Le attività erano ispirate ad alcune situazioni che si possono osservare nella vita quotidiana e potevano essere presentate in diverse modalità, sia con esercizi carta e matita sia più interattivi attraverso dei giochi. Oltre alle attività che stimolano le funzioni cognitive, una volta a settimana veniva proposta una lezione di musica (uso degli strumenti musicali, esercizi ritmici e di canto), mentre tre volte a settimana erano in programma sessioni di allenamento fisico aerobico, svolto in piccoli gruppi.

La difficoltà degli esercizi motori e cognitivi era adattata a seconda dei progressi di ogni singolo partecipante e tutte le attività venivano supervisionate da psicologi che collaboravano al progetto di ricerca. Questo ha consentito di promuovere la motivazione e l’interesse a continuare il programma.

La partecipazione alle attività di allenamento cognitivo e fisico, dopo 7 mesi ha portato dei benefici, che vediamo ora riassunti.

  • Dal punto di vista cognitivo si è osservato un miglioramento significativo delle abilità dei partecipanti al gruppo sperimentale. Coloro che erano nel gruppo di controllo (svolgimento di attività quotidiane senza il coinvolgimento in alcun esercizio cognitivo e motorio) invece hanno mostrato un declino delle funzioni cognitive, caratteristica del MCI.
  • Nei due gruppi, di controllo e sperimentale, la perdita di sostanza grigia nell’arco dei 7 mesi dalla prima alla seconda misurazione non è stata significativamente diversa. Non è stata osservata infatti una diminuzione nel processo di riduzione della sostanza grigia, dopo il periodo di allenamento in coloro che avevano partecipato alle varie sessioni.
  • Dopo il periodo di allenamento cognitivo è stata osservato un miglioramento del flusso di sangue a livello cerebrale in aree che sono tipicamente coinvolte nell’elaborazione delle informazioni spaziali. 

Un miglioramento nella prestazione ai compiti cognitivi non può quindi essere attribuito al rallentamento del processo di perdita della sostanza grigia, ma potrebbe invece derivare da una migliore efficienza dell’elaborazione delle informazioni a livello cerebrale. Questi risultati sono incoraggianti e suggeriscono che sia possibile impiegare metodologie e programmi di allenamento cognitivo, per tentare di rallentare il decorso di MCI, riducendo l’incidenza della demenza nella popolazione di età avanzata.

Qui sopra possiamo vedere un video che riassume gli aspetti chiave dell’allenamento combinato motorio e cognitivo e i risultati principali dello studio.

Riferimento bibliografico:

Maffei, L., Picano, E., Andreassi, M. G., Angelucci, A., Baldacci, F., Baroncelli, L., … & Train the Brain Consortium. (2017). Randomized trial on the effects of a combined physical/cognitive training in aged MCI subjects: the Train the Brain study. Scientific Reports, 7, 39471.