Potenziare le funzioni esecutive è possibile!

Signora anziana in palestra

Una delle conseguenze dell’invecchiamento, dal punto di vista cognitivo, è sicuramente il declino funzioni esecutive. Si tratta di un insieme di funzioni cognitive atte a pianificare e controllare i comportamenti. Rientrano tra le funzioni esecutive la capacità di inibizione del comportamento, quando esso risulta inappropriato, la pianificazione delle strategie da adottare per risolvere un problema e il monitoraggio del comportamento. Ci serviamo delle funzioni esecutive nella vita di tutti giorni. Pensiamo a quante volte dobbiamo comprendere un contesto sociale nel quale siamo inseriti e inibire alcune azioni che possono non essere ritenute consoni, o adeguare il nostro comportamento ad una situazione. Grazie al monitoraggio del nostro comportamento decidiamo infatti di parlare a bassa voce quando siamo su un vagone del treno particolarmente silenzioso. Grazie alla capacità di pianificazione e risoluzioni dei problemi riusciamo invece a eseguire una sequenza di azioni, come quelle necessarie per fare la spesa, senza perderci e raggiungere l’obiettivo, nonostante e numerose azioni da compiere.

Allenare le funzioni esecutive dovrebbe essere di primaria importanza quando si parla di fasce d’età avanzate in cui si osserva un naturale declino di queste capacità. Considerando l’associazione tra funzioni esecutive e funzionamento motorio, i ricercatori Eckardt e collaboratori si sono chiesti se un allenamento motorio impegnativo dal punto di vista cognitivo potesse avere un effetto positivo sulle capacità esecutive nella popolazione anziana.

A questo scopo 82 partecipanti di età tra i 65 e 80 anni sono stati coinvolti in un programma di allenamento per la durata di 10 settimane, con frequenza di due sessioni a settimana di un’ora circa ciascuna. Alcuni dei partecipanti erano stati assegnati al programma di allenamento funzionale, definito Instability Resistance Training, altri invece ad uno dei due allenamenti che prevedevano l’uso di carichi compiendo movimenti su superfici stabili. Per Instability Resistance Training si intende un allenamento che prevede l’utilizzo di superfici instabili su cui si deve cercare di stare in equilibrio, con movimenti che richiedono la coordinazione tra le diverse parti del corpo e orientamento spaziale. Si tratta infatti di esercizi caratterizzati dall’uso di diverse funzioni cognitive, per eseguire e monitorare azioni coordinate e rispondere prontamente a nuovi stimoli, come un’improvvisa perdita di equilibrio o adeguarsi ad una nuova sequenza di movimenti.

Qui sotto possiamo vedere un’immagine tratta dall’articolo, Open Access, che ritrae alcuni partecipanti impegnati nell’Instability resistance Training.

Immagine Instability resistance training
Credits: https://www.nature.com/articles/s41598-020-59105-0

Tra le diverse sessioni di allenamento, la difficoltà veniva aumentata di volta in volta, in modo che ci fosse una progressione graduale dell’impegno fisico e cognitivo durante le settimane.

Lo studio svolto dai ricercatori Eckardt e colleghi, dal titolo “Instability Resistance Training improves Working Memory, Processing Speed and Response Inhibition in Healthy Older Adults: A Double-Blinded Randomised Controlled Trial” è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports nel 2020.

Per indagare l’efficacia del programma di allenamento mentalmente impegnativo, sul miglioramento capacità cognitive in adulti di età avanzata, sono state valutate diverse funzioni cognitive. Sono stati eseguiti test standardizzati per l’attenzione sostenuta e selettiva, la memoria di lavoro, la velocità di elaborazione dell’informazione e le abilità spaziali.

Considerando gli aspetti cognitivi testati, a quali risultati ha portato lo studio?

I partecipanti che erano stati inseriti nel gruppo di Instability Resistance Training sono migliorati significativamente in tutte le capacità cognitive testate, dall’attenzione e la memoria di lavoro alla velocità di elaborazione delle informazioni. L’ipotesi dell’efficacia di un allenamento motorio specifico sulle funzioni cognitive è stata infatti confermata. Alla luce di questi risultati e della letteratura scientifica in questo campo, gli autori suggeriscono che la combinazione di aspetti cognitivi e aspetti motori sia stata la chiave del miglioramento delle funzioni esecutive nei partecipanti.

Attenzione, memoria di lavoro, monitoraggio, richieste durante gli allenamenti, sono state infatti abilità mentalmente impegnative. D’altro canto, le abilità motorie tra cui coordinazione muscolare, propriocezione, attivazione corretta dei muscoli per rimanere in equilibrio, sono state sempre stimolate durante gli allenamenti, complice anche il graduale aumento della difficoltà proposta.

È inoltre importante considerare che il programma di allenamento sia stato gradito da tutti i partecipanti, a testimoniare la facile aderenza al programma, nonostante l’impegno fisico e mentale richiesto.

Possiamo così riassumere quello che gli autori sottolineano in merito ai risultati raggiunti:

  • i miglioramenti del funzionamento cognitivo risultano fondamentali per rallentare il declino cognitivo tipico dell’età avanzata, in particolare per quanto riguarda le funzioni esecutive, significativamente migliorate grazie al programma di allenamento
  • il miglioramento delle funzioni esecutive può a loro volta contribuire al miglioramento delle funzioni motorie in cui viene richiesta la pianificazione, il controllo e il monitoraggio dei movimenti

Questo studio si inserisce in un filone di ricerca che intende approfondire il legame tra aspetti motori e aspetti cognitivi nell’invecchiamento, promuovendo l’integrazione di abilità motorie e cognitive per migliorare aspetti quali la qualità di vita e l’autonomia delle persone di età avanzata. Mentre l’articolo “Allenare mente e corpo con i videogame” descrive un intervento motorio e cognitivo integrato, volto a ridurre il rischio di caduta che spesso caratterizza l’età avanzata, il presente articolo presenta uno studio in cui, attraverso un allenamento di tipo motorio specifico e caratterizzato da un notevole impegno cognitivo, gli autori hanno voluto studiarne l’efficacia nel migliorare le funzioni cognitive direttamente, in particolar modo quelle esecutive.

Considerando i numerosi benefici dati dal miglioramento delle funzioni esecutive, potrebbe essere interessante considerare l’Instability Resistance Training non solo come una valida alternativa all’allenamento fisico che prevede l’utilizzo di pesi ma come una potenzialità per migliorare le funzioni esecutive, fondamentali nella vita quotidiana ma di cui si osserva un declino con l’avanzare dell’età.

Riferimento bibliografico:

Eckardt, N., Braun, C., & Kibele, A. (2020). Instability resistance training improves working memory, processing speed and response inhibition in healthy older adults: A double-blinded randomised controlled trial. Scientific reports, 10(1), 1-12.